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	<title>Comments on: Quali contaminazioni alimentari da piombo</title>
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		<title>By: Mattia Busca</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/25/quali-contaminazioni-alimentari-da-piombo/#comment-43</link>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Busca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 14:53:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[indipendentemente da dove si sia originata la contaminazione il problema in questi casi si sa che è esempre del produttore, soprattutto se ti chiami nestlè. interessante però è sottolineare che il limite massimo indiano è ancora più basso del nostro... altro che principio di precauzione europeo!! l&#039;india è in sostanza un contienente quasi sterminato, e la contaminazione da metalli pesanti può essere anche molto puntiforme perciò secondo me è difficile cercare una modellizzazione o una semplificazione della situazione. a Nestlè conviene eccome produrre in india, come a Barilla conviene eccome produrre in Polonia... poi ogni azienda ha i suoi standard e i suoi modi per scaricare il barile delle colpe.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>indipendentemente da dove si sia originata la contaminazione il problema in questi casi si sa che è esempre del produttore, soprattutto se ti chiami nestlè. interessante però è sottolineare che il limite massimo indiano è ancora più basso del nostro&#8230; altro che principio di precauzione europeo!! l&#8217;india è in sostanza un contienente quasi sterminato, e la contaminazione da metalli pesanti può essere anche molto puntiforme perciò secondo me è difficile cercare una modellizzazione o una semplificazione della situazione. a Nestlè conviene eccome produrre in india, come a Barilla conviene eccome produrre in Polonia&#8230; poi ogni azienda ha i suoi standard e i suoi modi per scaricare il barile delle colpe.</p>
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		<title>By: Mattia Noci</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/25/quali-contaminazioni-alimentari-da-piombo/#comment-26</link>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Noci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 10:30:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche io mi trovo d&#039;accordo nell&#039;accusare di questa contaminazione principalmente in acqua per tre motivi fondamentali:
1-essendo l&#039;India un paese arretrato è molto facile che abbiano un sistema di tubazioni per il trasporto dell&#039;acqua, sia per il servizio domestico, tra l&#039;altro poco presente, sia per l&#039;uso agricolo, composto da tubature di piombo o, in alternativa, avendo le fonti d&#039;origine dell&#039;acqua profondamente contaminate dall&#039;attività industriale non normata riguardo alla gestione dei residui e delle sostanze di rifiuto della produzione, rende senz&#039;altro l&#039;acqua disponibile in India molto contaminata e non solo paragonandola agli standard europei;
2-la preparazione della pasta richiede logicamente l&#039;uso di acqua che contamina di conseguenza il prodotto;
3-anche se la contaminazione fosse avvenuta in campo durante la produzione del grano, è comunque imputabile all&#039;uso di acqua fortemente contaminata, dati i livelli registrati di contaminazione, per l&#039;irrigazione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io mi trovo d&#8217;accordo nell&#8217;accusare di questa contaminazione principalmente in acqua per tre motivi fondamentali:<br />
1-essendo l&#8217;India un paese arretrato è molto facile che abbiano un sistema di tubazioni per il trasporto dell&#8217;acqua, sia per il servizio domestico, tra l&#8217;altro poco presente, sia per l&#8217;uso agricolo, composto da tubature di piombo o, in alternativa, avendo le fonti d&#8217;origine dell&#8217;acqua profondamente contaminate dall&#8217;attività industriale non normata riguardo alla gestione dei residui e delle sostanze di rifiuto della produzione, rende senz&#8217;altro l&#8217;acqua disponibile in India molto contaminata e non solo paragonandola agli standard europei;<br />
2-la preparazione della pasta richiede logicamente l&#8217;uso di acqua che contamina di conseguenza il prodotto;<br />
3-anche se la contaminazione fosse avvenuta in campo durante la produzione del grano, è comunque imputabile all&#8217;uso di acqua fortemente contaminata, dati i livelli registrati di contaminazione, per l&#8217;irrigazione.</p>
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		<title>By: Davide Quadrelli</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/25/quali-contaminazioni-alimentari-da-piombo/#comment-22</link>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Quadrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 08:05:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Michela,  sono d&#039;accordo con te che il problema probabilmente non sia solo imputabile all&#039;acqua di falda ma che,  nel caso preso in esame,  la contaminazione può essere stato dato anche dal grano utilizzato in ricetta. Ciò non toglie che in tutti i casi ha sbagliato Nestlé a non fare un monitoraggio continuo sulla materia (grano)  prima e sul depuratore di acqua di processo al fine di scongiurare uno scandalo tale. Ricordiamoci sempre che la materia prima indiana è coltivata sempre nella stessa area inquinata ed è quindi di conseguenza sottoposta a inquinamento dell&#039;aria e delle acque di irrigazione e che sicuramente l&#039;agricoltore indiano non ha i fondi ne la mentalità per fare controlli sulla sua produzione a monte come può avvenire in una cultura della qualità come quella europea.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Michela,  sono d&#8217;accordo con te che il problema probabilmente non sia solo imputabile all&#8217;acqua di falda ma che,  nel caso preso in esame,  la contaminazione può essere stato dato anche dal grano utilizzato in ricetta. Ciò non toglie che in tutti i casi ha sbagliato Nestlé a non fare un monitoraggio continuo sulla materia (grano)  prima e sul depuratore di acqua di processo al fine di scongiurare uno scandalo tale. Ricordiamoci sempre che la materia prima indiana è coltivata sempre nella stessa area inquinata ed è quindi di conseguenza sottoposta a inquinamento dell&#8217;aria e delle acque di irrigazione e che sicuramente l&#8217;agricoltore indiano non ha i fondi ne la mentalità per fare controlli sulla sua produzione a monte come può avvenire in una cultura della qualità come quella europea.</p>
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		<title>By: Gabriele Rocchetti</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/25/quali-contaminazioni-alimentari-da-piombo/#comment-21</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rocchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 06:46:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=437#comment-21</guid>
		<description><![CDATA[Davide, condivido pienamente il tuo pensiero. Vero però che se non organizzasse la sua attività imprenditoriale anche in altri paesi, allora non sarebbe più una multinazionale, ed il mercato è un ambiente economico troppo dinamico ed instabile, quindi le imprese oltre alla qualità devono cercare sicuramente di puntare anche ad una congrua remunerazione rispetto a tutti i fattori investiti. Quindi anche questa situazione se ci pensi è paradossale; un&#039;azienda che sceglie la propria localizzazione geografica in termini di disponibilità di fattori di produzione a basso costo (materie prime e costo del lavoro) dovrebbe almeno investire fondi per il controllo qualitativo di tutte le materie prime che entrano nell&#039;azienda per la lavorazione/trasformazione. E&#039; notizia di qualche giorno fa che la Nestlè in India è stata costretta a distruggere tutto lo stock di spaghetti con delle perditi che sfiorano i 45 milioni di euro (considerando tutte le perdite di immagine ma soprattutto i costi di smaltimento). Certo che però non bisogna demonizzare multinazionali come questa, dal momento che la loro mission in paesi in via di sviluppo o comunque non totalmente all&#039;avanguardia è ammirevole.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davide, condivido pienamente il tuo pensiero. Vero però che se non organizzasse la sua attività imprenditoriale anche in altri paesi, allora non sarebbe più una multinazionale, ed il mercato è un ambiente economico troppo dinamico ed instabile, quindi le imprese oltre alla qualità devono cercare sicuramente di puntare anche ad una congrua remunerazione rispetto a tutti i fattori investiti. Quindi anche questa situazione se ci pensi è paradossale; un&#8217;azienda che sceglie la propria localizzazione geografica in termini di disponibilità di fattori di produzione a basso costo (materie prime e costo del lavoro) dovrebbe almeno investire fondi per il controllo qualitativo di tutte le materie prime che entrano nell&#8217;azienda per la lavorazione/trasformazione. E&#8217; notizia di qualche giorno fa che la Nestlè in India è stata costretta a distruggere tutto lo stock di spaghetti con delle perditi che sfiorano i 45 milioni di euro (considerando tutte le perdite di immagine ma soprattutto i costi di smaltimento). Certo che però non bisogna demonizzare multinazionali come questa, dal momento che la loro mission in paesi in via di sviluppo o comunque non totalmente all&#8217;avanguardia è ammirevole.</p>
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	<item>
		<title>By: Davide Quadrelli</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/25/quali-contaminazioni-alimentari-da-piombo/#comment-19</link>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Quadrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2015 16:22:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=437#comment-19</guid>
		<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con te che il problema piombo in India sia imputabile alle acque inquinate. Il problema di fondo è che tali paesi in via di sviluppo tendono a non avere leggi di tutela dell&#039;ambiente consone al livello di sviluppo industriale a cui sono arrivati. Dobbiamo tenere conto che questi paesi non godono del benessere e della stabilità economica e gestionale dei paesi europei. Però io penso che quando una multinazionale come Nestlè decide, per ragioni di costi, di impiantare uno stabilimento ALIMENTARE in India deve sapere i pro e i contro a cui va incontro. Sapendo che l&#039;acqua indiana ha una buona probabilità di contaminazione da metalli pesanti a mio parere avrebbe dovuto controllare più frequentemente il depuratore dell&#039;acqua della fabbrica. Perchè di sicuro se si accorgeva della mancata depurazione evitava questa brutta figura che sicuramente nuoce all&#039;immagine dell&#039;azienda. Allora la mia domanda è: ne vale la pena per le gradi multinazionali andare a produrre in questi paesi, per abbassare i costi, mettendosi di fronte a questi rischi? 
Del resto, come dici tu, ... chi è causa del suo mal... pianga se stesso.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con te che il problema piombo in India sia imputabile alle acque inquinate. Il problema di fondo è che tali paesi in via di sviluppo tendono a non avere leggi di tutela dell&#8217;ambiente consone al livello di sviluppo industriale a cui sono arrivati. Dobbiamo tenere conto che questi paesi non godono del benessere e della stabilità economica e gestionale dei paesi europei. Però io penso che quando una multinazionale come Nestlè decide, per ragioni di costi, di impiantare uno stabilimento ALIMENTARE in India deve sapere i pro e i contro a cui va incontro. Sapendo che l&#8217;acqua indiana ha una buona probabilità di contaminazione da metalli pesanti a mio parere avrebbe dovuto controllare più frequentemente il depuratore dell&#8217;acqua della fabbrica. Perchè di sicuro se si accorgeva della mancata depurazione evitava questa brutta figura che sicuramente nuoce all&#8217;immagine dell&#8217;azienda. Allora la mia domanda è: ne vale la pena per le gradi multinazionali andare a produrre in questi paesi, per abbassare i costi, mettendosi di fronte a questi rischi?<br />
Del resto, come dici tu, &#8230; chi è causa del suo mal&#8230; pianga se stesso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Michela Pati</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/25/quali-contaminazioni-alimentari-da-piombo/#comment-16</link>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Pati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 10:16:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caso indiano di contaminazione del prodotto Nestlè non può non tener conto di tutto il processo pruduttivo. Bisogna infatti valutare anche un&#039;eventuale fonte di contaminazione a monte della filiera. Infatti le fonti principali di contaminazione degli alimenti nel settore agricolo possono essere i fertilizzanti, i pesticidi inorganici di vecchia generazione, nonchè i fanghi biologici e le acque di irrigazione. Nello specifico, i pesticidi inorganici di vecchia generazione sono utilizzati soprattutto nei Paesi in via di sviluppo; o, per esempio, i fanghi biologici a causa delle modalità con cui vengono prodotti, tendono a bioconcentrare elementi in traccia come piombo e cadmio che derivano dall&#039;inquinamento stradale. Perciò la colpa di tale contaminazione non scaturisce solo dall&#039;attività della multinazionale, ma potrebbe essere generata anche all&#039;origine della stessa materia prima.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso indiano di contaminazione del prodotto Nestlè non può non tener conto di tutto il processo pruduttivo. Bisogna infatti valutare anche un&#8217;eventuale fonte di contaminazione a monte della filiera. Infatti le fonti principali di contaminazione degli alimenti nel settore agricolo possono essere i fertilizzanti, i pesticidi inorganici di vecchia generazione, nonchè i fanghi biologici e le acque di irrigazione. Nello specifico, i pesticidi inorganici di vecchia generazione sono utilizzati soprattutto nei Paesi in via di sviluppo; o, per esempio, i fanghi biologici a causa delle modalità con cui vengono prodotti, tendono a bioconcentrare elementi in traccia come piombo e cadmio che derivano dall&#8217;inquinamento stradale. Perciò la colpa di tale contaminazione non scaturisce solo dall&#8217;attività della multinazionale, ma potrebbe essere generata anche all&#8217;origine della stessa materia prima.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Andrea Masseroni</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/25/quali-contaminazioni-alimentari-da-piombo/#comment-15</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Masseroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 12:39:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=437#comment-15</guid>
		<description><![CDATA[Il caso Indiano sulla contaminazione di piombo negli spaghetti mi lascia perplesso, infatti mi chiedo: &quot;Nel 2015 com&#039;è possibile che avvengano casi di contaminazione da piombo?&quot;. Proseguirei poi chiedendomi, e chiedendole, come ciò possa accadere alla Nestlè quale multinazionale di fama internazionale, la quale dovrebbe essere attenta a problemi simile, visto che quando avvengono le fanno perdere la fiducia di non pochi clienti. Mi viene così da pensare che non abbiano fatto sufficienti test sulle acque e sulle materie prime in ingresso nello stabilimento indiano; e visto che l&#039;india, con la capitale Delhi, è notoriamente inquinata (soprattutto dal piombo a causa dalle attività antropiche) non dovrebbe avere un impianto che sanifichi le acque in ingresso e porre enfasi sui controlli dei metalli pesanti? Per concludere porrei attenzione sulla probabile inefficienza per quanto riguarda la comunicazione dei rischi tra le istituzioni locali e l&#039;autorità deputata alla sicurezza alimentare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso Indiano sulla contaminazione di piombo negli spaghetti mi lascia perplesso, infatti mi chiedo: &#8220;Nel 2015 com&#8217;è possibile che avvengano casi di contaminazione da piombo?&#8221;. Proseguirei poi chiedendomi, e chiedendole, come ciò possa accadere alla Nestlè quale multinazionale di fama internazionale, la quale dovrebbe essere attenta a problemi simile, visto che quando avvengono le fanno perdere la fiducia di non pochi clienti. Mi viene così da pensare che non abbiano fatto sufficienti test sulle acque e sulle materie prime in ingresso nello stabilimento indiano; e visto che l&#8217;india, con la capitale Delhi, è notoriamente inquinata (soprattutto dal piombo a causa dalle attività antropiche) non dovrebbe avere un impianto che sanifichi le acque in ingresso e porre enfasi sui controlli dei metalli pesanti? Per concludere porrei attenzione sulla probabile inefficienza per quanto riguarda la comunicazione dei rischi tra le istituzioni locali e l&#8217;autorità deputata alla sicurezza alimentare.</p>
]]></content:encoded>
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