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	<title>Comments on: Contaminazioni alimentari in Kenia</title>
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		<title>By: Gabriele Rocchetti</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/17/contaminazioni-alimentari-in-kenia/#comment-101</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rocchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 19:22:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sottolineato delle scarse risorse economiche per le procedure analitiche del mais e delle spezie in paesi dell&#039;Africa, soprattutto per alcune produzioni locali, mi concentrerei sulle possibili tecniche di mitigazione. Per quanto attiene specificatamente le aflatossine, il principio guida per contenere i livelli di contaminazione è quello di adottare un approccio cosiddetto “olistico”, vale a dire una associazione di azioni concertate lungo tutta la filiera agro-alimentare, “dal campo alla tavola”. La produzione di aflatossine può avvenire sia in campo che durante le fasi di stoccaggio dopo il raccolto. 
I punti chiave per la mitigazione sono:
• Non lasciare essiccare il mais in campo, raccogliendo a seconda del mese a livelli di umidità intorno al 25-27%, e comunque non inferiore al 22%;
• Anticipare la raccolta, diminuendo il tempo di permanenza in campo del mais dopo la maturazione fisiologica;
• Regolare al meglio la trebbiatrice per ridurre le rotture ed eliminare la maggiore
quantità di impurità possibile;
• Ridurre l’intervallo di tempo tra la raccolta e l’essiccazione;
• Mantenere l’umidità finale della granella adeguata alla tipologia dell’impianto, alla durata dello stoccaggio ed alle caratteristiche del prodotto in entrata;
• Eliminare le parti piccole e leggere e le cariossidi spezzate.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottolineato delle scarse risorse economiche per le procedure analitiche del mais e delle spezie in paesi dell&#8217;Africa, soprattutto per alcune produzioni locali, mi concentrerei sulle possibili tecniche di mitigazione. Per quanto attiene specificatamente le aflatossine, il principio guida per contenere i livelli di contaminazione è quello di adottare un approccio cosiddetto “olistico”, vale a dire una associazione di azioni concertate lungo tutta la filiera agro-alimentare, “dal campo alla tavola”. La produzione di aflatossine può avvenire sia in campo che durante le fasi di stoccaggio dopo il raccolto.<br />
I punti chiave per la mitigazione sono:<br />
• Non lasciare essiccare il mais in campo, raccogliendo a seconda del mese a livelli di umidità intorno al 25-27%, e comunque non inferiore al 22%;<br />
• Anticipare la raccolta, diminuendo il tempo di permanenza in campo del mais dopo la maturazione fisiologica;<br />
• Regolare al meglio la trebbiatrice per ridurre le rotture ed eliminare la maggiore<br />
quantità di impurità possibile;<br />
• Ridurre l’intervallo di tempo tra la raccolta e l’essiccazione;<br />
• Mantenere l’umidità finale della granella adeguata alla tipologia dell’impianto, alla durata dello stoccaggio ed alle caratteristiche del prodotto in entrata;<br />
• Eliminare le parti piccole e leggere e le cariossidi spezzate.</p>
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		<title>By: Tommaso Mastrofilippo</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/17/contaminazioni-alimentari-in-kenia/#comment-99</link>
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Mastrofilippo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 10:16:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il problema delle contaminazioni da micotossine è già rilevante nei Paesi economicamente ricchi e purtroppo non esistono tecniche di lavorazione nel settore alimentare che permettano di eliminare le micotossine, una volta presenti sul raccolto dopo una contaminazione(il lotto contaminato è scartato). Nonostante ciò si ha un&#039;ottima gestione del rischio che permette di eliminare soprattuto quei casi di tossicità acuta.
In Africa il rischio è più elevato in quanto le risorse economiche sono minori e spesso non è possibile attuare un piano di sicurezza efficiente per il consumatore. Attraverso la comunicazione del rischio i casi di tossicità acuta come quelli riscontrati in Kenya potrebbero essere meno riscontrabili. A proposito di ciò, in seguito ai casi analizzati, è stata incrementato il livello di informazione in questi Paesi?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema delle contaminazioni da micotossine è già rilevante nei Paesi economicamente ricchi e purtroppo non esistono tecniche di lavorazione nel settore alimentare che permettano di eliminare le micotossine, una volta presenti sul raccolto dopo una contaminazione(il lotto contaminato è scartato). Nonostante ciò si ha un&#8217;ottima gestione del rischio che permette di eliminare soprattuto quei casi di tossicità acuta.<br />
In Africa il rischio è più elevato in quanto le risorse economiche sono minori e spesso non è possibile attuare un piano di sicurezza efficiente per il consumatore. Attraverso la comunicazione del rischio i casi di tossicità acuta come quelli riscontrati in Kenya potrebbero essere meno riscontrabili. A proposito di ciò, in seguito ai casi analizzati, è stata incrementato il livello di informazione in questi Paesi?</p>
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