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	<title>Comments for Il Boccone Per Traverso</title>
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		<title>Comment on Un alternativa all&#8217;olio di palma by Ettore Capri</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/28/un-alternativa-allolio-di-palma/#comment-102</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ettore Capri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2015 19:56:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La discussione è stata molto interessante e Davide ha fornito diverse testimonianze a difesa delle sue riflessioni. 

Il mio punto di vista è che dobbiamo differenziare le situazioni produttive ed i contesti geografici e sociali. E&#039; questo che determina impatti diversi. In Indonesia come in Sud America lo sviluppo sociale indotto dall&#039;agricoltura è fondamentale ma è necessario avere una coltivazione sostenibile. Per poter sfruttare meno le risorse è necessario avere tecnologie d&#039;intensificazione sostenibile (la palma è già una coltura molto più produttiva rispetto alle altre oleaginose e quindi richiede a parità di produzione meno suolo).
L&#039;entità della forestazione deve essere proporzionale ai benefici ambientali e questo comporta che in alcune zone deve essere interrotta mentre in altre zone può essere condotta nel rispetto della biodiversità e dei benefici ambientali.
Ecco perché è importante che tutte le produzioni siano certificate e tracciabili perché questo rappresenta una garanzia etica di comportamenti imprenditoriali.

Vi allego della documentazione di dettaglio per il vostro interesse. E&#039; del materiale che ho raccolto di recente in un convegno a cui ho partecipato a giugno dove ho tenuto una relazione sulla sostenibilità della coltura di palma da olio (vedi documenti allegati). Dobbiamo riflettere su quello che abbiamo fatto nei nostri territori, la Pianura Padana, oggi agricoltura intensiva ma in passato palude e boschi. Grazie a quella trasformazione - storica - tanta ricchezza è stata creata rendendola una delle aree più produttive d&#039;Europa. Sono stati creati paesaggi protetti dall&#039;UNESCO (pensiamo alle LAnghe) e anche biodiversità (la risicoltura è oggi custode di più di 1/3 della biodiversità globale dei nostri territori ma prima non c&#039;era!). Nei nostri territori e in quelli lontani dobbiamo riflettere su come essere custodi - quindi coltivando - senza sperperare le risorse - quindi sostenibili -  realizzando un atto sociale in termini di sicurezza alimentare - quindi intensivi.

Vi allego della documentazione di dettaglio per il vostro interesse.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La discussione è stata molto interessante e Davide ha fornito diverse testimonianze a difesa delle sue riflessioni. </p>
<p>Il mio punto di vista è che dobbiamo differenziare le situazioni produttive ed i contesti geografici e sociali. E&#8217; questo che determina impatti diversi. In Indonesia come in Sud America lo sviluppo sociale indotto dall&#8217;agricoltura è fondamentale ma è necessario avere una coltivazione sostenibile. Per poter sfruttare meno le risorse è necessario avere tecnologie d&#8217;intensificazione sostenibile (la palma è già una coltura molto più produttiva rispetto alle altre oleaginose e quindi richiede a parità di produzione meno suolo).<br />
L&#8217;entità della forestazione deve essere proporzionale ai benefici ambientali e questo comporta che in alcune zone deve essere interrotta mentre in altre zone può essere condotta nel rispetto della biodiversità e dei benefici ambientali.<br />
Ecco perché è importante che tutte le produzioni siano certificate e tracciabili perché questo rappresenta una garanzia etica di comportamenti imprenditoriali.</p>
<p>Vi allego della documentazione di dettaglio per il vostro interesse. E&#8217; del materiale che ho raccolto di recente in un convegno a cui ho partecipato a giugno dove ho tenuto una relazione sulla sostenibilità della coltura di palma da olio (vedi documenti allegati). Dobbiamo riflettere su quello che abbiamo fatto nei nostri territori, la Pianura Padana, oggi agricoltura intensiva ma in passato palude e boschi. Grazie a quella trasformazione &#8211; storica &#8211; tanta ricchezza è stata creata rendendola una delle aree più produttive d&#8217;Europa. Sono stati creati paesaggi protetti dall&#8217;UNESCO (pensiamo alle LAnghe) e anche biodiversità (la risicoltura è oggi custode di più di 1/3 della biodiversità globale dei nostri territori ma prima non c&#8217;era!). Nei nostri territori e in quelli lontani dobbiamo riflettere su come essere custodi &#8211; quindi coltivando &#8211; senza sperperare le risorse &#8211; quindi sostenibili &#8211;  realizzando un atto sociale in termini di sicurezza alimentare &#8211; quindi intensivi.</p>
<p>Vi allego della documentazione di dettaglio per il vostro interesse.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Contaminazioni alimentari in Kenia by Gabriele Rocchetti</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/17/contaminazioni-alimentari-in-kenia/#comment-101</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rocchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 19:22:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=504#comment-101</guid>
		<description><![CDATA[Sottolineato delle scarse risorse economiche per le procedure analitiche del mais e delle spezie in paesi dell&#039;Africa, soprattutto per alcune produzioni locali, mi concentrerei sulle possibili tecniche di mitigazione. Per quanto attiene specificatamente le aflatossine, il principio guida per contenere i livelli di contaminazione è quello di adottare un approccio cosiddetto “olistico”, vale a dire una associazione di azioni concertate lungo tutta la filiera agro-alimentare, “dal campo alla tavola”. La produzione di aflatossine può avvenire sia in campo che durante le fasi di stoccaggio dopo il raccolto. 
I punti chiave per la mitigazione sono:
• Non lasciare essiccare il mais in campo, raccogliendo a seconda del mese a livelli di umidità intorno al 25-27%, e comunque non inferiore al 22%;
• Anticipare la raccolta, diminuendo il tempo di permanenza in campo del mais dopo la maturazione fisiologica;
• Regolare al meglio la trebbiatrice per ridurre le rotture ed eliminare la maggiore
quantità di impurità possibile;
• Ridurre l’intervallo di tempo tra la raccolta e l’essiccazione;
• Mantenere l’umidità finale della granella adeguata alla tipologia dell’impianto, alla durata dello stoccaggio ed alle caratteristiche del prodotto in entrata;
• Eliminare le parti piccole e leggere e le cariossidi spezzate.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottolineato delle scarse risorse economiche per le procedure analitiche del mais e delle spezie in paesi dell&#8217;Africa, soprattutto per alcune produzioni locali, mi concentrerei sulle possibili tecniche di mitigazione. Per quanto attiene specificatamente le aflatossine, il principio guida per contenere i livelli di contaminazione è quello di adottare un approccio cosiddetto “olistico”, vale a dire una associazione di azioni concertate lungo tutta la filiera agro-alimentare, “dal campo alla tavola”. La produzione di aflatossine può avvenire sia in campo che durante le fasi di stoccaggio dopo il raccolto.<br />
I punti chiave per la mitigazione sono:<br />
• Non lasciare essiccare il mais in campo, raccogliendo a seconda del mese a livelli di umidità intorno al 25-27%, e comunque non inferiore al 22%;<br />
• Anticipare la raccolta, diminuendo il tempo di permanenza in campo del mais dopo la maturazione fisiologica;<br />
• Regolare al meglio la trebbiatrice per ridurre le rotture ed eliminare la maggiore<br />
quantità di impurità possibile;<br />
• Ridurre l’intervallo di tempo tra la raccolta e l’essiccazione;<br />
• Mantenere l’umidità finale della granella adeguata alla tipologia dell’impianto, alla durata dello stoccaggio ed alle caratteristiche del prodotto in entrata;<br />
• Eliminare le parti piccole e leggere e le cariossidi spezzate.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Ultime tecnologie di riciclo imballaggi alimentari by Luca Sbroffoni</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/17/ultime-tecnologie-di-riciclo-imballaggi-alimentari/#comment-100</link>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Sbroffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 09:20:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=499#comment-100</guid>
		<description><![CDATA[Volevo far notare che ci sono addirittura marchi registrati per quanto riguarda i prodotti derivati da riciclo delle componenti del TETRA-PAK: per esempio “CARTALATTE-tm” e CARTARFUTTA-tm” che derivano dalla componente cellulosica, ed “ECOALLENE-r” che deriva dalla componente di polietilene insieme all’alluminio residuo. I primi due, così chiamati per la loro precedente funzione di contenitori per latte e succo di frutta, sono ottenuti da delaminazione (separazione costituenti del TETR-PAK) e successivo lavaggio e filtraggio, cosicché la pasta di cellulosa viene distesa ed essiccata, regolando spessore e omogeneità, ed infine è avvolta in rotoli; questi materiali sono particolarmente adatti per la produzione di shopper e per la cancelleria. Il terzo invece è un materiale plastico utilizzato per produrre gadget, vasi, fioriere, kit da scrivania, ecc. Sempre dalle componenti di polietilene ed alluminio si ottiene il “Maralhene” che viene venduto sotto forma di granuli o di polvere, a ditte di trasformazione della plastica che lo utilizzano per diverse finalità: infatti, è impiegato nell’edilizia, e anch’esso per la bigiotteria, per articoli da scrivania, nella florovivaistica, ecc. Da qui, per una completa chiusura del cerchio, diventa molto importante assicurare un mercato autonomo che si autosostenga grazie al valore, la responsabilità e la piacevolezza che questi prodotti dimostrano. Per questo motivo, l’azienda a cui ho fatto riferimento, ha realizzato iniziative di sensibilizzazione interna allo stabilimento e di informazione verso i consumatori per incentivare un corretto recupero e riciclaggio degli imballi TetraPak.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo far notare che ci sono addirittura marchi registrati per quanto riguarda i prodotti derivati da riciclo delle componenti del TETRA-PAK: per esempio “CARTALATTE-tm” e CARTARFUTTA-tm” che derivano dalla componente cellulosica, ed “ECOALLENE-r” che deriva dalla componente di polietilene insieme all’alluminio residuo. I primi due, così chiamati per la loro precedente funzione di contenitori per latte e succo di frutta, sono ottenuti da delaminazione (separazione costituenti del TETR-PAK) e successivo lavaggio e filtraggio, cosicché la pasta di cellulosa viene distesa ed essiccata, regolando spessore e omogeneità, ed infine è avvolta in rotoli; questi materiali sono particolarmente adatti per la produzione di shopper e per la cancelleria. Il terzo invece è un materiale plastico utilizzato per produrre gadget, vasi, fioriere, kit da scrivania, ecc. Sempre dalle componenti di polietilene ed alluminio si ottiene il “Maralhene” che viene venduto sotto forma di granuli o di polvere, a ditte di trasformazione della plastica che lo utilizzano per diverse finalità: infatti, è impiegato nell’edilizia, e anch’esso per la bigiotteria, per articoli da scrivania, nella florovivaistica, ecc. Da qui, per una completa chiusura del cerchio, diventa molto importante assicurare un mercato autonomo che si autosostenga grazie al valore, la responsabilità e la piacevolezza che questi prodotti dimostrano. Per questo motivo, l’azienda a cui ho fatto riferimento, ha realizzato iniziative di sensibilizzazione interna allo stabilimento e di informazione verso i consumatori per incentivare un corretto recupero e riciclaggio degli imballi TetraPak.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Contaminazioni alimentari in Kenia by Tommaso Mastrofilippo</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/17/contaminazioni-alimentari-in-kenia/#comment-99</link>
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Mastrofilippo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 10:16:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il problema delle contaminazioni da micotossine è già rilevante nei Paesi economicamente ricchi e purtroppo non esistono tecniche di lavorazione nel settore alimentare che permettano di eliminare le micotossine, una volta presenti sul raccolto dopo una contaminazione(il lotto contaminato è scartato). Nonostante ciò si ha un&#039;ottima gestione del rischio che permette di eliminare soprattuto quei casi di tossicità acuta.
In Africa il rischio è più elevato in quanto le risorse economiche sono minori e spesso non è possibile attuare un piano di sicurezza efficiente per il consumatore. Attraverso la comunicazione del rischio i casi di tossicità acuta come quelli riscontrati in Kenya potrebbero essere meno riscontrabili. A proposito di ciò, in seguito ai casi analizzati, è stata incrementato il livello di informazione in questi Paesi?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema delle contaminazioni da micotossine è già rilevante nei Paesi economicamente ricchi e purtroppo non esistono tecniche di lavorazione nel settore alimentare che permettano di eliminare le micotossine, una volta presenti sul raccolto dopo una contaminazione(il lotto contaminato è scartato). Nonostante ciò si ha un&#8217;ottima gestione del rischio che permette di eliminare soprattuto quei casi di tossicità acuta.<br />
In Africa il rischio è più elevato in quanto le risorse economiche sono minori e spesso non è possibile attuare un piano di sicurezza efficiente per il consumatore. Attraverso la comunicazione del rischio i casi di tossicità acuta come quelli riscontrati in Kenya potrebbero essere meno riscontrabili. A proposito di ciò, in seguito ai casi analizzati, è stata incrementato il livello di informazione in questi Paesi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Ultime tecnologie di riciclo imballaggi alimentari by Luca Sbroffoni</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/17/ultime-tecnologie-di-riciclo-imballaggi-alimentari/#comment-98</link>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Sbroffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 10:55:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Volevo far notare che ci sono addirittura marchi registrati per quanto riguarda i prodotti derivati da riciclo delle componenti del TETRA-PAK: per esempio &quot;CARTALATTE-tm&quot; e CARTARFUTTA-tm&quot; che derivano dalla componente cellulosica, ed &quot;ECOALLENE-r&quot; che deriva dalla componente di polietilene insieme all&#039;alluminio residuo.
I primi due, così chiamati per la loro precedente funzione di contenitori per latte e succo di frutta, sono ottenuti da delaminazione (separazione costituenti del TETR-PAK) e successivo lavaggio e filtraggio, cosicché la pasta di cellulosa viene distesa ed essiccata, regolando spessore e omogeneità, ed infine è avvolta in rotoli; questi materiali sono particolarmente adatti per la produzione di shopper e per la cancelleria.
Il terzo invece è un materiale plastico utilizzato per produrre gadget, vasi, fioriere, kit da scrivania, ecc.
Sempre dalle componenti di polietilene ed alluminio si ottiene il &quot;Maralhene&quot; che viene venduto sotto forma di granuli o di polvere, a ditte di trasformazione della plastica che lo utilizzano per diverse finalità: infatti, è impiegato nell’edilizia, e anch&#039;esso per la bigiotteria, per articoli da scrivania, nella florovivaistica, ecc.
Da qui, per una completa chiusura del cerchio, diventa molto importante assicurare un mercato autonomo che si autosostenga grazie al valore, la responsabilità e la piacevolezza che questi prodotti dimostrano.
Per questo motivo, l&#039;azienda a cui ho fatto riferimento, ha realizzato iniziative di sensibilizzazione interna allo stabilimento e di informazione verso i consumatori per incentivare un corretto recupero e riciclaggio degli imballi TetraPak.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo far notare che ci sono addirittura marchi registrati per quanto riguarda i prodotti derivati da riciclo delle componenti del TETRA-PAK: per esempio &#8220;CARTALATTE-tm&#8221; e CARTARFUTTA-tm&#8221; che derivano dalla componente cellulosica, ed &#8220;ECOALLENE-r&#8221; che deriva dalla componente di polietilene insieme all&#8217;alluminio residuo.<br />
I primi due, così chiamati per la loro precedente funzione di contenitori per latte e succo di frutta, sono ottenuti da delaminazione (separazione costituenti del TETR-PAK) e successivo lavaggio e filtraggio, cosicché la pasta di cellulosa viene distesa ed essiccata, regolando spessore e omogeneità, ed infine è avvolta in rotoli; questi materiali sono particolarmente adatti per la produzione di shopper e per la cancelleria.<br />
Il terzo invece è un materiale plastico utilizzato per produrre gadget, vasi, fioriere, kit da scrivania, ecc.<br />
Sempre dalle componenti di polietilene ed alluminio si ottiene il &#8220;Maralhene&#8221; che viene venduto sotto forma di granuli o di polvere, a ditte di trasformazione della plastica che lo utilizzano per diverse finalità: infatti, è impiegato nell’edilizia, e anch&#8217;esso per la bigiotteria, per articoli da scrivania, nella florovivaistica, ecc.<br />
Da qui, per una completa chiusura del cerchio, diventa molto importante assicurare un mercato autonomo che si autosostenga grazie al valore, la responsabilità e la piacevolezza che questi prodotti dimostrano.<br />
Per questo motivo, l&#8217;azienda a cui ho fatto riferimento, ha realizzato iniziative di sensibilizzazione interna allo stabilimento e di informazione verso i consumatori per incentivare un corretto recupero e riciclaggio degli imballi TetraPak.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Ultime tecnologie di riciclo imballaggi alimentari by Paolo Pizzocheri</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/17/ultime-tecnologie-di-riciclo-imballaggi-alimentari/#comment-97</link>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Pizzocheri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 20:28:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=499#comment-97</guid>
		<description><![CDATA[Mi sono sempre chiesto perché dovessi mettere i contenitori in 
TETRA-PAK nella raccolta differenziata e non nel bidone dove vanno i materiali che non hanno possibilità di riciclo.
 Me lo sono sempre chiesto proprio perché notavo l&#039;eterogeneità dei materiali che compongono questo tipo di imballaggio, materiali tra le altre cose molto diversi tra di loro.
Sono sempre stato un po&#039; scettico sul tetra-pack rispetto al vetro, ma avendo ora compreso le effettive possibilità di riciclo, e avendo anche appreso in occasione delle discussioni inerenti l&#039;impronta carbonica relativa la produzione del vino, che una fetta enorme ci carbon foot print va imputata all&#039;imballo ( specie causa il vetro), devo dire che alcune mie convinzioni sono cambiate, o comunque meritano di essere rianalizzate.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono sempre chiesto perché dovessi mettere i contenitori in<br />
TETRA-PAK nella raccolta differenziata e non nel bidone dove vanno i materiali che non hanno possibilità di riciclo.<br />
 Me lo sono sempre chiesto proprio perché notavo l&#8217;eterogeneità dei materiali che compongono questo tipo di imballaggio, materiali tra le altre cose molto diversi tra di loro.<br />
Sono sempre stato un po&#8217; scettico sul tetra-pack rispetto al vetro, ma avendo ora compreso le effettive possibilità di riciclo, e avendo anche appreso in occasione delle discussioni inerenti l&#8217;impronta carbonica relativa la produzione del vino, che una fetta enorme ci carbon foot print va imputata all&#8217;imballo ( specie causa il vetro), devo dire che alcune mie convinzioni sono cambiate, o comunque meritano di essere rianalizzate.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Mercurio negli alimenti by Tommaso Mastrofilippo</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/13/mercurio-negli-alimenti/#comment-96</link>
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Mastrofilippo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 21:35:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=495#comment-96</guid>
		<description><![CDATA[I piani di monitoraggio vengono stabiliti a livello comunitario e nazionale. In Italia esiste anche il primo centro di riferimento sul mercurio che permette il coordinamento di un programma di osservazione globale messo a punto nell&#039;ambito di un progetto europeo (Global Mercury Observation System), curando tutte le attività inerenti la validazione,il reporting e la divulgazione dei dati.
Oggi, in seguito alla globalizzazione, specie ittiche potenzialmente interessate dal contaminante in questione vengono sempre più importate in Europa e di conseguenza è importante l&#039;attività ispettiva da parte degli uffici doganali. Ovviamente non è possibile monitorare tutti i lotti in entrata e proprio per questo la mia osservazione sostiene l&#039;incremento dell&#039;aspetto comunicativo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I piani di monitoraggio vengono stabiliti a livello comunitario e nazionale. In Italia esiste anche il primo centro di riferimento sul mercurio che permette il coordinamento di un programma di osservazione globale messo a punto nell&#8217;ambito di un progetto europeo (Global Mercury Observation System), curando tutte le attività inerenti la validazione,il reporting e la divulgazione dei dati.<br />
Oggi, in seguito alla globalizzazione, specie ittiche potenzialmente interessate dal contaminante in questione vengono sempre più importate in Europa e di conseguenza è importante l&#8217;attività ispettiva da parte degli uffici doganali. Ovviamente non è possibile monitorare tutti i lotti in entrata e proprio per questo la mia osservazione sostiene l&#8217;incremento dell&#8217;aspetto comunicativo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Mercurio negli alimenti by Rebecca Rizzi</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/13/mercurio-negli-alimenti/#comment-95</link>
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Rizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 20:22:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=495#comment-95</guid>
		<description><![CDATA[A mio parere si dovrebbe anche veicolare il consumatore in cerca di informazioni su siti attendibili con validità scientifica (vedi EFSA e RASFF ecc..) poiché negli ultimi anni l&#039;interesse sulle intossicazioni dovute al consumo di alimenti ittici contenenti Mercurio è cresciuto esponenzialmente, portando però anche ad una grande disinformazione e confusione, soprattutto sui canali web, con conseguente “psicosi da mercurio”.

Come già detto infatti, il consumo di pesce presenta molti lati positivi per la salute umana ed ha anche un considerevole peso sull&#039;economia di molti Paesi. La disinformazione potrebbe quindi portare a dei problemi risolvibili con una comunicazione più efficace.

Per quanto riguarda invece un piano di monitoraggio, sono state messe in atto procedure per aumentarne l&#039;efficienza?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A mio parere si dovrebbe anche veicolare il consumatore in cerca di informazioni su siti attendibili con validità scientifica (vedi EFSA e RASFF ecc..) poiché negli ultimi anni l&#8217;interesse sulle intossicazioni dovute al consumo di alimenti ittici contenenti Mercurio è cresciuto esponenzialmente, portando però anche ad una grande disinformazione e confusione, soprattutto sui canali web, con conseguente “psicosi da mercurio”.</p>
<p>Come già detto infatti, il consumo di pesce presenta molti lati positivi per la salute umana ed ha anche un considerevole peso sull&#8217;economia di molti Paesi. La disinformazione potrebbe quindi portare a dei problemi risolvibili con una comunicazione più efficace.</p>
<p>Per quanto riguarda invece un piano di monitoraggio, sono state messe in atto procedure per aumentarne l&#8217;efficienza?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Buoni motivi per essere sostenibili ? by claudia tosca</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/06/24/buoni-motivi-per-essere-sostenibili/#comment-94</link>
		<dc:creator><![CDATA[claudia tosca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 16:31:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=424#comment-94</guid>
		<description><![CDATA[Riguardo l&#039;articolo &quot;10 ragioni per essere sostenibili&quot;, sono d&#039;accordo con tutti i punti descritti nell&#039; allegato. La sostenibilità rappresenta infatti un elemento centrale al giorno d&#039; oggi. Purtroppo però è principalmente un elemento centrale più di discussione che di messa in atto. Credo che per essere sostenibili basti poco. Il problema sono le persone, essendo abitudinari hanno paura di percorrere nuove strade, di mangiare &quot;cibi sconosciuti&quot;. Un elemento importantissimo di cui tenere conto è appunto l’atteggiamento del consumatore. Un primo tentativo di invertire questa tendenza e spingere i consumatori a ripensare in ottica maggiormente sostenibile il proprio atteggiamento. C&#039;è bisogno di ispirare i cambiamenti nelle politiche dei governi e nelle strategie delle imprese del settore per aiutare i consumatori a fare scelte più sostenibili al momento dell&#039;acquisto, uso, cura e smaltimento dei prodotti. Credo che ci sia quindi bisogno di lavorare sulla comunicazione focalizzandosi sul cambiamento e delineare i ruoli che potrebbero assumere le aziende, i governi ed i consumatori nel rendere possibile lo sviluppo del consumo sostenibile nel settore. La popolazione è molto attratta e segue molto i media e ogni tipo di pubblicità. In questo modo si può attirare l&#039;attenzione delle persone di tutte le età e indurli piano piano al cambiamento. Il cibo deve essere inteso come elemento fondamentale alla base di un futuro sostenibile per il pianeta e per la società.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo l&#8217;articolo &#8220;10 ragioni per essere sostenibili&#8221;, sono d&#8217;accordo con tutti i punti descritti nell&#8217; allegato. La sostenibilità rappresenta infatti un elemento centrale al giorno d&#8217; oggi. Purtroppo però è principalmente un elemento centrale più di discussione che di messa in atto. Credo che per essere sostenibili basti poco. Il problema sono le persone, essendo abitudinari hanno paura di percorrere nuove strade, di mangiare &#8220;cibi sconosciuti&#8221;. Un elemento importantissimo di cui tenere conto è appunto l’atteggiamento del consumatore. Un primo tentativo di invertire questa tendenza e spingere i consumatori a ripensare in ottica maggiormente sostenibile il proprio atteggiamento. C&#8217;è bisogno di ispirare i cambiamenti nelle politiche dei governi e nelle strategie delle imprese del settore per aiutare i consumatori a fare scelte più sostenibili al momento dell&#8217;acquisto, uso, cura e smaltimento dei prodotti. Credo che ci sia quindi bisogno di lavorare sulla comunicazione focalizzandosi sul cambiamento e delineare i ruoli che potrebbero assumere le aziende, i governi ed i consumatori nel rendere possibile lo sviluppo del consumo sostenibile nel settore. La popolazione è molto attratta e segue molto i media e ogni tipo di pubblicità. In questo modo si può attirare l&#8217;attenzione delle persone di tutte le età e indurli piano piano al cambiamento. Il cibo deve essere inteso come elemento fondamentale alla base di un futuro sostenibile per il pianeta e per la società.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Mercurio negli alimenti by Parfait Nitunga</title>
		<link>https://unbocconepertraverso.it/2015/07/13/mercurio-negli-alimenti/#comment-93</link>
		<dc:creator><![CDATA[Parfait Nitunga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 14:03:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://unbocconepertraverso.it/?p=495#comment-93</guid>
		<description><![CDATA[Ritengo che non ci sia un&#039;informazione puntuale ed esaudiente sulla prevenzione dalle sostanze contenute negli alimenti che mangiamo. E&#039; allarmante il fatto di dovere mangiare un metallo anche a piccole dosi.
 Sono stati valutati gli effetti positivi dell&#039;apporto nutrizionale del consumo di pesce, per le donne in età fertile, per le donne incinta e che allattano come pure per i bambini, grazie alla presenza di acidi grassi polinsaturi a lunga catena in particolare.
 Sono stati divulgati linee guide sulle specie a rischio e trasmessi limiti di legge per fare fronte ad un&#039;esposizione eccessiva al metil-mercurio.
 Ora bisognerebbe parallelamente affrontare con più serietà l&#039;aspetto ecologico, cioè sul come evitare e diminuire per quanto possibile la presenza e l&#039;immissione del contaminate nell&#039;ambiente.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo che non ci sia un&#8217;informazione puntuale ed esaudiente sulla prevenzione dalle sostanze contenute negli alimenti che mangiamo. E&#8217; allarmante il fatto di dovere mangiare un metallo anche a piccole dosi.<br />
 Sono stati valutati gli effetti positivi dell&#8217;apporto nutrizionale del consumo di pesce, per le donne in età fertile, per le donne incinta e che allattano come pure per i bambini, grazie alla presenza di acidi grassi polinsaturi a lunga catena in particolare.<br />
 Sono stati divulgati linee guide sulle specie a rischio e trasmessi limiti di legge per fare fronte ad un&#8217;esposizione eccessiva al metil-mercurio.<br />
 Ora bisognerebbe parallelamente affrontare con più serietà l&#8217;aspetto ecologico, cioè sul come evitare e diminuire per quanto possibile la presenza e l&#8217;immissione del contaminate nell&#8217;ambiente.</p>
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